Tecnologie Immersive

Vendere con le tecnologie immersive?

Le tecnologie immersive, come molte altre tecnologie dell’odierna rivoluzione digitale, non sono nuove.
La realtà virtuale, per esempio, si è diffusa in ambito medico, nell’industria automobilistica e nei simulatori di volo già a partire dagli anni ‘70.
Quello che cambia oggi, in maniera simile a quanto avviene in altri comparti tecnologici, è la disponibilità di strumenti sempre più sofisticati a prezzi sempre più bassi.
Parliamo ormai di prezzi che, per un visore di realtà virtuale, sono dell’ordine delle centinaia di euro mentre per la realtà aumentata di 2000-3000 euro (una decina di anni fa si parlava di decine di migliaia di euro …). Le tecnologie sono però fruibili anche da smartphone e siccome tutti hanno almeno uno smartphone di buon livello, non è necessario allora spendere per nuovo hardware.
E’ sintomatico dell’importanza di questo comparto la corsa a suon di miliardi di dollari dei colossi tecnologici come Google, Facebook, Amazon, Apple e Microsoft per sviluppare o accaparrarsi le migliori tecnologie.

Le differenze

A seguito dei recenti sviluppi e delle diverse proposte disponibili sul mercato, si è creata un certa confusione sui termini che contraddistinguono ciascuna tecnologia. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

La Realtà Virtuale richiede un visore che nasconde l’ambiente reale circostante e che da accesso ad un mondo virtuale tridimensionale, generato dal computer, con il quale possiamo interagire, cioè muoversi al suo interno e manipolare oggetti virtuali. I principali sensi coinvolti sono vista e udito ma esistono soluzioni che, con attrezzature aggiuntive, integrano il tatto e grandezze fisiche come l’accelerazione. L’utente vive dunque il mondo virtuale in una maniera reale e totalmente immersiva.

La Realtà Aumentata invece, permette di osservare, tramite un visore, la realtà circostante sulla quale sono sovrapposti oggetti virtuali, generati al computer, con i quali è possibile interagire, in tempo reale, come se fossero fisicamente nell’ambiente. Nel linguaggio tecnico l’oggetto virtuale è “registrato in 3D” all’ambiente.

Esiste una variante della realtà aumentata dove le informazioni digitali sovrapposte alla realtà circostante non sono registrate all’ambiente in 3D. Siccome non c’è registrazione, l’esperienza è molto diversa da quella della realtà aumentata vera e propria. Si utilizza spesso il termine di Realtà Assistita. E’ una tecnologia che si sta diffondendo nelle aziende per esempio nelle attività di assistenza tecnica o nella logistica, perché permette grazie al visore, una visualizzazione a mani libere delle informazioni che mi servono: schemi e dettagli del prodotto o processo sul quale sto lavorando o semplicemente l’accesso ad una videoconferenza.

Un ultimo chiarimento sul termine Realtà Mista. Se immaginiamo un’ascissa dove ad un’estremità mettiamo la realtà virtuale e all’altra la realtà “reale”, ecco che la realtà aumentata si trova fra i due estremi, un insieme di reale e virtuale. Personalmente, preferisco però il termine, più chiaro e immediato, di realtà aumentata.

Applicazioni

La descrizione di ciascuna tecnologia lascia intravedere le possibili applicazioni.

Se l’esigenza è di contestualizzare in un ambiente un oggetto che non è stato ancora prodotto o che non è ancora stato acquistato, la soluzione è la realtà aumentata. Ikea, per esempio, ha sviluppato un’applicazione per smartphone che consente al cliente di visualizzare i mobili a catalogo direttamente nella sua stanza, prima di comprarli.

Se non è necessario contestualizzare l’oggetto nell’ambiente, allora la realtà virtuale è una valida alternativa. Meno costosa (per adesso), senza i disturbi legati all’ambiente (luce, oggetti vari), permette di vivere l’esperienza “reale” di un nuovo prodotto o di un nuovo ambiente. Posso camminare intorno ad un macchinario e smontarlo pezzo dopo pezzo anche se esiste solo sulla carta. O sperimentare un nuovo layout d’impianto prima di averlo costruito.

Nel caso in cui si debba “semplicemente” visualizzare su un visore delle informazioni (dettagli costruttivi, dati di funzionamento in tempo reale, istruzioni, videoconferenza), la realtà assistita è la scelta giusta ma non necessariamente la più economica. Mentre la realtà aumentata è legata al mondo consumer ed ai suoi prezzi, la realtà assistita, con visore, mantiene un focus sulle soluzioni business e ha dunque un range di prezzi più elevato. Non mancano però le soluzioni consumer per lo sport, soprattutto il ciclismo.

Proviamo a dare concretezza a quanto ho appena descritto. Ecco alcuni filmati che mostrano le tre tecnologie applicate ad uno stesso oggetto ( si tratta di un prototipo di congelatore/refrigeratore che ho sviluppato durante il mio percorso di prototipazione rapida presso al Fab Academy).

Sono tecnologie utili per vendere?

Mi capita spesso di leggere nelle testate specializzate in marketing e vendite frasi del tipo:

“Quando abbiamo chiesto ai buyer perché avessero scelto quel fornitore, il 75% di loro ha risposto che il contenuto che gli era stato mostrato durante gli incontri aveva avuto un impatto importante sulla decisione d’acquisto”;

“Oltre la metà dei nuovi potenziali clienti chiede di vedere come funziona un prodotto alla prima telefonata”;

“I fornitori che non ce l’hanno fatta non avevano del materiale di marketing sufficientemente esplicativo per aiutarci a capire quanto fosse completa la loro offerta e l’esperienza della loro società”.

E i miei 20 anni di vita commerciale confermano senz’altro queste affermazioni.
Forse le tecnologie immersive ci possono aiutare. Io ci credo.

In fondo, “tutto quello che puoi immaginare è reale” (Pablo Picasso).

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